L’Inter vinse quella partita 2-1 e io mi innamorai del Chino, l’ultimo esempio di calciatore sudamericano che a quello che Jorge Valdano chiama ‘il calcio metallurgico’ di oggi ha saputo contrapporre la meravigliosa indolenza del talento fine a sé stesso. Il 15 settembre 2005, tre giorni dopo il suo diciottesimo compleanno, fa parte della prima squadra per la prima volta nella partita di Coppa UEFA contro il Rapid Bucarest finita 1-1, nella quale non scende in campo. Se decidi di acquistarla, premi su una Taglia nella parte destra della scheda prodotto e poi sul pulsante Aggiungi al carrello. Il colore dominante è il nero e l’elemento caratteristico della maglia è una banda diagonale bianca e oro che scende dalla spalla destra senza interruzioni, grazie alle ridotte dimensioni dello sponsor principale “FxPro”, posizionato sotto lo scudetto, una soluzione sempre molto apprezzata. Alla fine del match il giocatore, visibilmente commosso, ha vestito la maglia del Milan e ha fatto un giro di campo tra gli applausi dei tifosi.

Prese parte con gli azzurri ai Mondiali del 1994 (durante il quale, per esempio, collezionò un bellissimo assist nella semifinale con la Bulgaria per Roberto Baggio per il gol del 2-1) e del 1998 e agli Europei del 1996 e del 2000. Un infortunio al tendine d’Achille a pochi mesi dal via della manifestazione gli ha impedito di partecipare al Mondiale 2002, segnando di fatto la fine della sua carriera in maglia azzurra. Tutti sono giovani e sconosciuti, alla loro prima esperienza in un campionato professionistico, e formano una sorta di “blocco” intoccabile, essendo cresciuti per la maggior parte nelle giovanili del club. Il primo anno di gestione di una società credo sia sempre di transizione, anche con gli acquisti, è meglio fare un passo alla volta senza strafare, poi nel prossimo campionato spero in una promozione diretta, dato che i playoff sono ormai praticamente impossibili da centrare. Quasi sempre si tratta di azioni contro gli i inglesi (la rivalità tra scozzesi ed inglesi è nota!) o comunque in concomitanza di gare tra le due compagini…

ANCHE IL PALAZZO DEL GOVERNATORATO Anche la terza e la quarta maglia dell’Ostiamare Lido Calcio hanno un’ispirazione speciale: si tratta del Palazzo del Governatorato di Ostia, edificio che fonde elementi medievali e veneti. PRESENTATE ANCHE LA SECONDA E TERZA MAGLIA – Oltre alla prima, la Romulea ha svelato anche il design della seconda e terza maglia. Chissà cosa deve essere passato per la testa di Gigi Simoni, allenatore di quell’Inter, quando, voltandosi verso la panchina, ha incrociato lo sguardo di un ragazzino uruguagio dai tratti somatici vagamente orientali, di cui Moratti si era invaghito vedendolo segnare un gol incredibile con la maglia del Nacional di Montevideo, dopo aver dribblato l’intera squadra avversaria col pallone incollato al piede sinistro. Nessuno lo conosceva quando, nell’estate del 1997, arrivò a Milano. Come diverse sono Milano e Ferrara, pur conservando qualche elemento in comune. L’austerità snellisce e smagrisce, le nostre squadre sono più povere e belle e non grevi di antipatica opulenza, ma sono anche leggerine rispetto al passato loro e alle esigenze moderne imposte dalla forza altrui. Nel 2015, l’anteprima si è svolta proprio a Milano, con i buskers che si sono esibiti fra piazza Duomo e il Castello Sforzesco.

Si è da poco conclusa la trentesima edizione del ‘Ferrara buskers festival’. “Alzati Alvaro – gli avrà detto – prova a risolverla tu”. Gli Estensi furono un’antica famiglia italiana, signori dal 1208 e duchi dal 1471, di Ferrara. La telenovela Cavani ha raggiunto i limiti del grottesco con il susseguirsi, quasi quotidiano, di interviste o dichiarazioni rilasciate non dal protagonista ma dai familiari più cari. Grande protagonista dell’ascesa dei gialloblù è l’attaccante Riccardo Gregorotti, autore di 19 reti, che contribuisce a portare la squadra per la prima volta della storia societaria in un campionato a carattere interregionale. Detto fatto, a pochi minuti dal suo ingresso El Chino tirò una sassata mancina all’incrocio dei pali, replicata pochi minuti dopo con un gol su punizione da distanza siderale. Invece i minuti passavano e il risultato rimaneva inchiodato sullo 0-0, la voce roca di Sandro Ciotti, che raccontava la partita per Tutto il calcio minuto per minuto, non regalava speranze. Tutti vestiti da golf, tutti in cerca del proprio colpo migliore, tutti a ciondolare per proprio conto su e giù per il prato riuniti giusto due minuti per dire quelle parole e mettere le firme. Da Lennart Nacka Skoglund, ala sinistra dalla classe sopraffina e dalla vita tormentata che deliziò la San Siro nerazzurra negli anni cinquanta, a Mariolino Corso ‘il Piede sinistro di Dio’, fino ad arrivare a Evaristo Beccalossi, genio talmente discontinuo da essere ricordato più per il bellissimo monologo di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati contro lo Slovan Bratislava che per le sue imprese in campo, non c’è generazione di interisti che non abbia vissuto un amore travagliato con uno dei suoi campioni.

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