Le maglie da calcio non solo si adattano ai movimenti del calcio, ma proteggono anche da possibili infortuni durante lo sport. Sono in essere anche delle sponsorizzazioni di tipo tecnico, per quanto riguarda i palloni da calcio utilizzati nelle gare dei vari campionati italiani. Nel 1907, anno della sua fondazione, l’Atalanta adotta una casacca bianconera a strisce verticali sottili, con pantaloncini normalmente neri; questa divisa rimane fino al 1920, anno della fusione con la Bergamasca, quando i colori sociali diventano nerazzurri: viene eliminato il bianco, colore comune delle due squadre, e portato in dote alla nuova divisa sociale l’altro rispettivo colore, nero per l’Atalanta, azzurro per la Bergamasca. In effetti, per tutte le squadre è arrivato il momento di cambiare divisa e sfoggiare la nuova uniforme che sarà indossata in ogni partita. Le contromisure portano un qualche risultato e alla penultima giornata i virgiliani si issano fuori dalla zona playout, salvo poi rientrarci a seguito della sconfitta contro il Padova nell’ultima partita della stagione regolare; il doppio confronto contro l’AlbinoLeffe viene vinto da quest’ultima, sancendo (per la prima volta dal 1954) la retrocessione sul campo del Mantova tra i dilettanti.
A partire dal 1º luglio 2019 lo stadio viene rinominato “Gewiss Stadium”, a seguito di accordi di sponsorizzazione con l’omonima azienda bergamasca. «Non va allo stadio ma il Bocia comanda ancora 400 ultrà», in Corriere della Sera. Lo stadio era, per gli esperti di allora, uno dei più belli d’Italia. 1928 – Inaugura lo Stadio Mario Brumana. Dopo gli acquisti di Francesco Scardina, Emanuele D’Anna, Nicholas Frey, Bogdan Pătrașcu e Stefano Sorrentino, nelle ultime ore di mercato arrivano in gialloblù anche Antonio Langella, Giampiero Pinzi, Mario Yepes, Kerlon, Mauro Esposito e Santiago Morero. Ciatto fu un vero e proprio tuttofare: ogni aspetto organizzativo veniva affrontato e risolto da lui, che si occupava anche di allenare le varie squadre. Sul finire degli anni 50 l’ingegnere Luigi Tentorio, all’epoca commissario straordinario della società ed ex calciatore del club, avverte la necessità di cominciare a investire in modo più sistematico nei giovani: viene deciso di dar vita a un vero settore giovanile, con una sua struttura indipendente da quella della prima squadra.
Gli allenamenti della prima squadra e del vivaio oltreché le partite ufficiali delle squadre giovanili si svolgono nella località di Zingonia, a Ciserano, presso il Centro sportivo Achille e Cesare Bortolotti, che dal 2004 ospita anche la sede della società nerazzurra. La FGNI in questo documento del 1912 nel suo albo d’oro delle affiliazioni (vedi 1905) erroneamente la considera affiliata come “Atalanta” e non come “Giovane Orobia” mentre effettivamente non ci fu rapporto diretto fra le due società ovvero la Giovane Orobia non cambiò nome ma cessò di esistere. Atalanta Bergamasca Calcio, su Transfermarkt, Transfermarkt GmbH & Co. Atalanta Bergamasca Calcio (canale), su YouTube. Spesso la società bergamasca viene soprannominata la Dea, anche se l’eroina da cui si era preso spunto non era effettivamente una divinità, bensì la figlia di Iaso, re dell’Arcadia. Nel medesimo anno, Mino Favini lascia dopo 25 anni la società orobica. Nel girone E ha conquistato il secondo posto dietro la Roma e si è quindi qualificato ai sedicesimi di finale, dove ha avuto la meglio contro i campioni in carica dello Shakhtar Donetsk per 3-2. Agli ottavi ha affrontato una delle squadre più forti del torneo, la Juventus e, pur perdendo nella partita di andata a Torino per 3-1, a Londra ha ribaltato il risultato, vincendo per 4-1 e qualificandosi ai quarti di finale, dove ha trovato i neocampioni tedeschi del Wolfsburg.
Un passo cruciale nella storia del settore giovanile bergamasco avviene agli inizi degli anni novanta con il presidente Percassi, che attua una nuova politica degli investimenti, soprattutto a livello giovanile. Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancoceleste, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio alla salvezza; Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia; ed Eugenio Fascetti che, nonostante non abbia vinto alcun titolo, rimarrà nel cuore dei tifosi laziali insieme ai componenti della squadra da lui guidata nella stagione 1986-87, i cosiddetti Eroi del -9, i quali ottennero un’insperata salvezza agli spareggi dopo essere partiti con nove punti di penalizzazione nel campionato cadetto. All’inizio del girone di ritorno la squadra subisce un significativo calo di rendimento, che la fa allontanare dalle primissime posizioni. Con 5 gol segnati, è anche il secondo (a parti merito con l’armeno Gevorg Ghazaryan) miglior cannoniere del Girone B di qualificazione all’Europeo 2012 dietro all’armeno Henrikh Mkhitaryan, girone nel quale l’Irlanda è riuscita a piazzarsi al secondo posto, maglie belle calcio valevole lo spareggio contro l’Estonia per accedere a Polonia e Ucraina.