Ho trascorso quindi tutta la mia infanzia ai giardini Salvestrini di San Casciano, dove passavo ore ed ore a giocare a calcio con i miei amici”. San Donato, Pontassieve, Sancascianese, Galluzzo ed ancora San Donato. La nazionale maschile di calcio di San Marino è la rappresentativa calcistica maschile di San Marino ed è posta sotto l’egida della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio. Come tutte le storie d’amore però, anche quella tra il Castellina e Casini giunge al termine e lo fa nella stagione ’93-’94 quando Gino passa al Reggello dove sotto la guida di mister Priami trionferà in campionato e coppa toscana. Sabato si chiude la fase a gironi della coppa europea Challenge Cup: nel 2015/16 eri in campo nella vittoria contro La Rochelle al Lanfranchi; le vittorie contro i francesi hanno un sapore diverso? Non saprei sinceramente ma posso dire che da parte mia e dei miei compagni di nazionale ci sarà il massimo impegno per portare a casa finalmente una vittoria dopo diversi anni. Ricordo che iniziai la preparazione già da metà luglio, quando gran parte dei miei coetanei partivano per le loro vacanze al mare. Quando fa switch sul suo inglese, reso un po’ più stretto dal tipico accento dello Yorkshire, comincio a capire perché la figura di Bielsa abbia avuto un impatto così forte su questa comunità: «La sua incidenza è stata immediata, è un discorso di studio e applicazione, di conoscenza tattica e del contesto: nessun allenatore è così preciso e profondo nell’analisi degli avversari, e poi c’è la sensazione che sia avanti a tutti nella preparazione delle partite e nello sviluppo dei calciatori.

La sponsorizzazione, il coinvolgimento dei tifosi, i social media e gli influencer sono solo alcune delle strategie che le aziende possono utilizzare per sfruttare al meglio questo contesto. Negli anni ottanta la nazionale jugoslava affrontò un periodo difficile; dopo le mancate qualificazioni ad Argentina 1978 e ad Euro 1980, i plavi ottennero la qualificazione al Campionato mondiale di calcio 1982 ma abbandonarono il torneo dopo aver ottenuto solo 3 punti in 3 partite: pareggiarono 0-0 contro l’Irlanda del Nord, persero 2-1 contro la Spagna a causa di una condotta arbitrale non irreprensibile (un rigore fallito dalla Spagna e fatto inspiegabilmente ripetere fino a quando non fu realizzato) e vinsero 1-0 contro l’Honduras. La storia del difensore del Lione e della Nazionale francese parte dalla Martinique, colonia francese nel Mar Caraibico. A 40 anni dallo scudetto della stagione 1984/85,, l’elemento centrale di ispirazione del kit è la Coppa del Verona Campione: la maglia è bianca, con le venature del marmo che partono dal basso e si sviluppano lungo tutta la maglia nella parte anteriore, mentre in quella posteriore arrivano all’altezza del numero.

Quarti di finale di Coppa dell’Europa Centrale. Con la sua nuova squadra ha giocato con continuità in Europa League, nel campionato croato e nella Coppa di Croazia. Dotato di un gran fisico e di una grandissima predisposizione nelle uscite, a soli 16 anni viene fatto esordire con la prima squadra in Prima Categoria. Terminata anche l’esperienza al Montecatini, nella stagione ’80-’81 Gino decide di far ritorno a casa, e torna a vestire la maglia della Sancascianese in Prima Categoria. Nel 1911 alcuni soci si staccarono dal Naples e fondarono l’Internazionale, maglia blu notte, primo presidente Luigi Stolte, che aveva provocato la scissione con Ettore Bayon, Paolo Scarfoglio, lo svizzero Hasso Steinegger, Adolfo Reichlin proprietario delle Cotoniere Meridionali, Augusto Barbati. A partire da quel decennio, in coincidenza con l’esplosione delle sperimentazioni stilistiche nel mondo del calcio, le divise dei numeri uno sampdoriani iniziarono a mostrare le fantasie più disparate: una consuetudine che proseguì anche per gran parte degli anni 1990, così come il perdurare dell’assenza di una striscia colorata sopra al busto; il blucerchiato fece sì la sua comparsa, ma in tono minore, limitato a fregi o altri dettagli secondari.

Per quanto riguarda quest’ultimo dettaglio, il lancio della nuova maglia fu l’occasione per correggere l’errore delle maglie precedenti che aveva destato tanto scalpore. Una maglia che lascia il segno! Non appena compiuti 12 anni però Gino viene tesserato per vestire la maglia gialloverde della Sancascianese. Con la maglia gialloverde riesce a togliersi una grossa soddisfazione: battere in amichevole la Fiorentina per 1-0 davanti a migliaia di persone accorse allo stadio di viale Garibaldi. Dopo due anni mezzo passati in maglia azzurra, coronati da diverse tournée e trasferte internazionali, Casini per motivi di lavoro è costretto a rinunciare alla Nazionale. È infatti nella stagione ’81-’82 che Casini viene convocato dal CT Romolo Alzani per vestire la maglia azzurra della Nazionale Italiana Dilettanti nella prestigiosa tournée indiana dove la nazionale avrebbe affrontato Jugoslavia, Cina, India, Corea e l’Uruguay del famoso attaccante Enzo Francescoli. “Il Castellina dei miei tempi – dice Gino – poteva essere considerato senz’altro come una sorta di Juventus dei dilettanti. Il Castellina sta infatti disputando una gara in casa contro il Pontassieve e sul punteggio di 0-1 a favore degli ospiti, i locali riescono a procurarsi l’ennesimo calcio di rigore della stagione. Per quanto mi riguarda i successi hanno sempre il solito sapore: è sempre bello vincere perché da fiducia a tutti contro qualsiasi squadra.

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