Cycle jacket - Ready Event Wear La maglia da calcio è un capo sportivo ideale per tutte le età e per tutti i gusti. Per me è una delle divise calcistiche più belle in assoluto, soprattutto quando alla maglia grigia si accostano i calzoncini neri; bella come quella granata del Toro e quella viola della Fiorentina, anzi, perfino un po’ più bella.. Nel bar ci sono belle allineate le foto dei grigi quando erano i Grigi e non vivacchiavano in serie C. Cerchi e cerchi e alla fine trovi l’anno in cui c’era Rivera, avrà avuto 15 anni, ma già lavorava il pallone come se il campo non fosse un campo ma un tecnigrafo. Ma la spianata marrone non è più di fango ma terra dura, il pallone rimbalza dappertutto, sa di oratorio, ma giocare si gioca. Ci scontrammo e il pallone rotolò in porta. Nella ripresa si giocò a una porta sola, quella blucerchiata, Battara le salvò quasi tutte, le tante palle-gol, e la partita finì 2-2, magliette squadre calcio con i sampdoriani stremati che tirarono un sospiro di sollievo. Palla alta, io che esco con le mani verso il cielo, un altro scontro con un mio compagno, palla in porta e 1-1. Negli spogliatoi si presentò un dirigente e urlò, Sbattete questo cretino fuori dalla squadra.

Il 4 agosto, in uno stadio di Wembley senza pubblico, va in scena come finale un nuovo West London Derby contro il Brentford: i tempi regolamentari scorrono senza grandi emozioni con uno sterile dominio dei Whites ma nei supplementari si scatena il capitano Joe Bryan, a segno con una beffarda punizione dalla trequarti (complice il cattivo piazzamento del portiere avversario) e poi in contropiede. Nell’ultima partita della stagione 2006-2007 contro il Manchester City, Keane festeggiò la sua 200ª presenza con la maglia degli Spurs segnando un gol nella vittoria per 2-1 sui Citizens. La mia maglia nera non era. Fidatevi. Era di un blu molto molto scuro, una maglia di lana con il numero uno cucito dietro la schiena. Nessuno la voleva, aveva il numero 13, dissi Datela a me, mi porterà fortuna. Il portiere avversario calciò un rinvio lungo, aveva il vento alle spalle, la palla giunse fino a me, io ci andai con le mani alte e non vidi arrivare uno dei miei difensori. Paravo rigori. Ma non con le mani con i muscoli addominali.

Avevo di continuo mal di stomaco, lei avrebbe detto che la colpa era dei rigori. In campo, di fronte ai Grigi, una squadra che completa alla perfezione il clima dei bei tempi andati, la Spal. Non riesci a pronunciarli senza che ti torni su tutto l’odore di quei tempi là, e una fottuta nostalgia, e va be’, lasciamo perdere. Ci entrai, allo stadio, perchè a quei tempi facevo il guardalinee in serie C e l’Alessandria era in C2, quella domenica arrivava il Pisa. Abbandonati i sogni di gloria delle serie maggiori la Serie C divenne la realtà di quegli anni. Dal secondo dopoguerra in poi lo stemma societario delle varie realtà che hanno portato il nome Mantova si articola su due elementi: lo stemma araldico cittadino (d’argento alla croce piena di rosso accantonata alla destra del capo della testa di Virgilio al naturale posta di fronte, attorcigliata di un serto di alloro) e un disco celeste (allusione al primo colore sociale indossato dai virgiliani, in uso fino agli anni 1950 e poi sostituito dal bianco-rosso). Gli articoli che scriveva per “La Stampa” (raccolti, poi, nei due volumi “Barnum”) sono di gran lunga la cosa migliore realizzata da Baricco. A guidare la squadra viene scelto l’esordiente Emanuele Troise; in rosa entrano tra gli altri Cheddira, Di Molfetta e Ganz.

San Marco), che rimase in uso fino all’annata 1934-1935, ove la squadra ritornò al nome Venezia e ai colori neroverdi. Inoltre, i nuovi arrivati, Duncan, Defrel, ecc, sono giocatori importanti, che possono far fare un ulteriore salto di qualità alla squadra di De Franceschi, che, quest’anno, alla zona Europa potrebbe farci più che un semplice pensierino. Con ventidue giocatori in braghette corte che entrano in campo. Poi la partita sul campo in quello stadio, certo non grande, ma che sapeva ed emanava l’odore di mille battaglie, di tante domeniche primaverili o invernali quando tutti (tutti) alla medesima ora festeggiavano il rito domenicale. Petrov era stato sottoposto a esami medici in seguito al malore accusato al termine della partita persa per 3-0 contro l’Arsenal di sei giorni prima. Agli ottavi l’Irlanda trovò la ben più favorita Spagna: in una partita ricca di emozioni gli iberici passarono subito in vantaggio e i verdi fallirono un rigore concesso, ma nei minuti finali fu assegnato loro un altro calcio di rigore. Vedere le montagne, passeggiare tra gli alberi, rotolarsi nella neve mi danno sempre emozioni forti, ma la bellezza del gruppo aggiunge un valore inestimabile. Dopo settimane di trattative e di silenzi, il 7 settembre 2013 i bergamaschi si ritirano lasciando la proprietà al gruppo Bompieri e dopo una campagna acquisti e una preparazione iniziata con ragguardevole ritardo viene riconfermato sulla panchina Sauro Frutti che il 27 dicembre 2012 viene esonerato, sostituito da Giuseppe Brucato.