PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Ricciatti. PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Baroni. L’unico Governo italiano che ha fatto un’operazione traumatica di respingimenti, non so se volontariamente o non volontariamente, fu il Governo Prodi nel 1999 rispetto agli albanesi e va detto, a loro onore, che ad Otranto, per esprimere la solidarietà rispetto agli albanesi morti e agli albanesi sopravvissuti, andarono Silvio Berlusconi e l’onorevole Martino, a testimonianza quindi che, rispetto ad una linea di respingimenti, c’è una questione che va al di là delle divisioni tradizionali e degli stereotipi. Certo, se non si può praticare la linea dei respingimenti, va praticata una linea di filtraggio e di redistribuzione e su questo il Governo italiano si è impegnato molto fortemente, andando incontro anche a delle polemiche assolutamente incomprensibili e irresponsabili da parte di Strasburgo, di un’Europa che non accetta la redistribuzione e viene a “farci le bucce” quando noi cerchiamo di costruire dei filtri. Forza Italia, l’ho già detto e lo ribadisco, ha due preoccupazioni: la prima è mantenere lo spirito di questa prospettiva, cioè uno spirito fortemente, rigorosamente, inevitabilmente terapeutico e, quindi, i nostri emendamenti propongono dei miglioramenti in questo senso.
La storia di Totti la deve gestirla il presidente, ma Pallotta mi sembra che abbia già fatto tutto. Rispetto a tutto ciò, noi oggi ci troviamo di fronte a tre messaggi, due abbastanza convergenti, e sono dei messaggi secondo me positivi, quello di Juncker e quello di Macron, sull’onda e sul filo della ricostruzione di un’Europa dinamica, innovativa, per la crescita. Possiamo dire, almeno per noi, che parlare di contesto globale significa andare avanti, anche se ci sono dei Paesi che si opporranno? Oggi come oggi non ha più senso, pensiamo noi, distinguere l’economia reale dall’economia digitale, che, come in ogni rivoluzione del capitalismo, produce l’effetto immediato e, in assenza – attenzione – di una compiuta regolamentazione, si pone l’obiettivo della massimizzazione del profitto e la conseguente concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, ancora una volta e per l’ennesima volta. Signora Presidente, l’Europa che non tutela la dignità e i diritti umani in Libia non è la nostra Europa (Applausi dei deputati del gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista), perché, quando ti dicono che in Libia ci sono i lager, tu, Europa, devi alzare la voce, devi battere un colpo, qualcosa devi essere nelle condizioni di poter dire. Che siate nuovi tifosi o sostenitori di lunga data, abbiamo qualcosa per tutti.
Per comprendere, signora sottosegretaria appieno, il peso della questione, è sufficiente osservare i bilanci ufficiali delle prime cinque imprese digitali per capitalizzazione: Amazon, Googol, Apple, Microsoft e Facebook. Sono anche le cinque più grandi imprese del mondo per valore. Il calcio, il tennis, le bocce, il Volley e la Pallanuoto sono gli sport che maggiormente hanno visto la partecipazione della città ai diversi campionati non solo regionali ma anche nazionali. Un tempo l’Europa per gli Stati era una garanzia sul futuro. Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo organigramma, il presidente Luigi De Laurentiis ammette gli errori della stagione passata e afferma che l’obiettivo della squadra in questa stagione sarà quello di tornare a disputare i play-off. Prime mosse di mercato del Milan in vista della prossima stagione. Se è vero che l’Europa digitale rappresenta il futuro, allora bisogna spingere per una strategia per il mercato unico, che, ad esempio, passi per l’abolizione sì, delle tariffe di roaming, e per la portabilità transfrontaliera dei contenuti digitali.
Tra i giornalisti Fininvest, vi fu anche chi prese le difese di Montanelli, come, per esempio, l’allora direttore del TG5 Enrico Mentana, il conduttore di Mezzogiorno Italiano (su Italia 1) Gianfranco Funari e Maurizio Costanzo, inter terza maglia celebre volto del Maurizio Costanzo Show. Non basta elogiare il Governo italiano sulla gestione delle migrazioni e non proferire parola sul regolamento di Dublino, piuttosto che, più in generale, sul sistema europeo comune di asilo. Non ci fu complotto nei confronti del Governo Berlusconi, il Governo Berlusconi fu l’ultimo di una catena di Governi di vario segno che caddero. C’è un’operazione micro a livello europeo che è grottesca, quella delle micro nazioni, del sovranismo, e c’è anche un localismo a livello italiano, lo vedo nei referendum della Lombardia e del Veneto, anche qui, un localismo micro. Ma c’è stato un altro messaggio di straordinario rilievo che è emerso, che è stato – diciamo così – il testamento politico di Schauble e questo testamento politico implica delle indicazioni rispetto alle quali noi ci dobbiamo collocare chiaramente in contraddizione, perché, se andasse avanti il testamento politico di Schauble, sostanzialmente, sulla possibilità del fallimento degli Stati, su un’operazione di sorveglianza fatta dalla tecnocrazia, verrebbe meno ogni concetto di solidarietà, ma anche ogni concetto dinamico; ritorneremmo indietro a quel patto di Deauville fatto nel 2010 da Sarkozy e dalla Merkel, non accompagnato dal rifinanziamento del fondo Stati, che è stata una delle cause fondamentali della caduta di una serie di Governi.
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