Quando arriverà il momento di smettere lo farò con il sorriso sulle labbra, senza alcun rimpianto: perché il calcio mi ha dato tantissimo, non potevo chiedere di più di quanto ho avuto. Da quel momento lo Spezia inanella una serie di prestazioni poco felici e il 15 marzo il presidente Volpi decide di sollevare dai propri incarichi l’allenatore Pane così come buona parte dell’area tecnica a partire da Massimo Varini. Al momento non so ancora se resterò in America o tornerò in Italia, anche questo dipende da come vanno le cose e da ciò che sarà il mio volere dopo aver finito i 4 anni in America. Il 23 febbraio 1914 si svolse la prima partita documentata della polisportiva; il match, disputato contro una rappresentativa catanzarese sul terreno di Piazza delle Armi, finì con il risultato di 1-1. Nel 1918 alcuni giovanissimi fondarono lo Sport Club Italia, ma nel 1920 ricomparve la Fortitudo, che nel medesimo anno vinse un triangolare tra squadre calabresi aggiudicandosi il titolo ufficioso di campione regionale. La rampa di lancio era pronta e Beretta, dalla serie C, era pronto a piantare le tende nel mondo del calcio ai piani medio-alti avendo già vestito le maglie di Portogruaro, Entella, Paganese, San Marino, Pisa e Mantova.
Una storia pazzesca, quella del 25enne Moreno Beretta, che ci risponde al telefono dal Messico. Abbiamo conosciuto meglio i “perchè”, i “dove” e i “come” di Moreno Beretta, un ragazzo davvero profondo che ha lasciato i confini del rettangolo di un campo di calcio per tuffarsi nell’infinito del mare e del mondo. Ieri il pallone, le giovanili della Sampdoria, le partite in squadra con un certo Mauro Icardi, i piedi sul rettangolo verde dei campi di calcio. Ad un certo punto, nella Sampdoria, si parlava più di lui che di Icardi. Specialmente questa prima frazione è stata quasi completamente cancellata dal terremoto del 2009, conservando di storico solo la chiesa di San Pietro. Pietro Oleotto, L’Udinese è un treno, Parma spazzato via, maglia roma calcio in Messaggero Veneto. Il perchè lo abbiamo chiesto noi a Moreno: “Ho sempre amato uno stile di vita semplice. Ecco, io mi stavo allontanando da tutto ciò. Non ero più io. Ci sono pochi anni nei quali viviamo per esprimere la propria vita al massimo e conoscere più cose possibili. Quel mondo mi opprimeva e sentivo che stavo perdendo la rotta. Quando ho smesso col calcio la cosa più naturale è stata pensare a cosa mi rendeva felice. L’amore per il mare, la sabbia, la natura, gli animali e il surf. Ho pensato di prendere la vita nel modo più leggero possibile, ho cercato una strada per ampliare il mio bagaglio culturale per affrontare poi le cose più importanti della vita. Ho provato a costruire nuove basi”.
Ma anche molte proposte lavorative per collaborazioni televisive e giornalistiche, come quella di Sky: “Rifiutai. Ebbi la sensazione di poter diventare uno strumento per cavalcare e alimentare polemiche, invece volevo sensibilizzare gli addetti ai lavori di un ambiente ricco di sogni e di tristi realtà. Non sarebbe venuto fuori veramente il perchè, ma solo il come, mi ero liberato del mondo del calcio. Volevo trasmettere un messaggio ai giovani, perchè credo e spero sempre in un mondo migliore”. Al ritorno in Italia Moreno sbarca in Liguria e lavora come bagnino in estate a Deiva Marina: “Per me è un classico, perchè fin da piccolo sognavo di stare a contatto col mare lavorando nella mia terra”. Sono molto contenta anche perchè questa è un’esperienza che ti fa crescere molto, e lo sto capendo giorno per giorno. Dopo questi primi sei mesi di esperienza in college, sono molto soddifsatta di studiare e giocare a calcio qui. Dopo questi primi mesi di esperienza sei soddisfatta della scelta? Parte un aereo: “Destinazione Australia. E’ sempre stato il mio sogno. Amo i principi e i valori del popolo australiano, mi piace come rispettano la natura. Insieme alla mia fidanzata Camilla ho comprato un furgone e sono stato quattro mesi lì girando nella costa est. Il van era la nostra casa. Ho conosciuto tantissima gente, ho interagito con loro. Ho vissuto sulla sabbia. Ho avuto tempo di conoscere, capire e pensare. E’ stata la fase più bella della mia vita”.
Il futuro: “A maggio avrò 26 anni. Finchè potrò continuerò a girare il mondo, a conoscere posti nuovi e interagire con nuove culture. Voglio continuare ad aprire la mente, a raccogliere conoscenze ed esperienze continuando a lavorare in vari posti del pianeta. E’ un modo di vivere stupendo, che comporta anche tante rinunce. Ma è quello che voglio. A volte pensiamo che ciò che succeda sotto casa nostra rappresenti il mondo intero, che alcune regole e stili di vita valgano per tutti. Basta spostarsi di pochi chilometri per capire che non è così”. Essa fu eretta nel XVII secolo sul luogo della casa natale di San Guimerra, vescovo di Carcassonne all’inizio del X secolo. Nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, l’ingegner Bozzola, con l’aiuto di alcuni dirigenti ricostituì la società con la denominazione Associazione Calcio Borgosesia. Rimangono tali le due società con le rispettive matricole, le prime squadre e i titoli sportivi della stagione precedente, ampio invece l’accordo a livello giovanile.