Parlo a titolo personale: l’Udinese mi mostrerà il ‘progetto’ quando riuscirà (non ho detto che non ci stia provando, ma i risultati non danno ragione) a creare un network, partendo da quello locale e friulano, di squadre in cui far crescere e da cui selezionare i calciatori del futuro; quando in prima squadra e nelle giovanili si sceglierà una serie di insegnanti il calcio che possano dare continuità a chi, da una friulanissima ‘cantera’, dalla masìa sotto la bandiera patriarcale, riesca a spiccare il volo verso i massimi palcoscenici. 1904-1908 – La società partecipa solo a tornei amichevoli a carattere locale. La società è stata fondata da Ignazio Majo Pagano, che fu presidente dal 1904 al 1908. Il primo presidente fu il vice console britannico Edward De Garston. “Siamo soddisfatti delle parole del Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, contro la piaga dell’azzardo pronunciate nel corso dell’audizione in commissione Cultura”. Nell’estate del 2011 partecipa anche al Mondiale Under-20, giocando titolare sei delle sette partite disputate dai transalpini (saltando solo la gara degli ottavi di finale per squalifica), eliminati in semifinale dal Portogallo e sconfitti anche nella finale per il 3º posto dal Messico. Questa esperienza può tradursi in una migliore capacità decisionale anche nelle situazioni reali durante gli allenamenti o le partite.
Quasi tutti nati nel 1997 e 1998, come buona parte dell’Ajax che ha recentemente e violentemente espugnato il Bernabeu: non scomodo il talento, ma se degli ex-udinesi di cui sopra ne giocano in serie A quasi nessuno, mentre i loro pari età del nord-Europa hanno decine di presenze in patria e nelle coppe, si assevera l’incapacità italica di ‘smammonare’ i giocatori giovani lanciandoli senza paura. Il 2015/16 dell’olandese è condizionato da un infortunio al ginocchio patito in Nazionale, superato il quale De Vrij torna ad occupare stabilmente il proprio ruolo di leader difensivo: nelle ultime due stagioni, impreziosite dalla conquista della Supercoppa Italiana nella finale vinta 3-2 contro la Juventus, Stefan si afferma come uno dei centrali più affidabili del campionato, confermandosi elemento imprescindibile nello scacchiere tattico di Simone Inzaghi (mettendo anche a segno, nell’ultima Serie A, ben 6 reti). Si sapeva ormai da tempo, ma adesso è arrivata anche l’ufficialità: Stefan De Vrij è un nuovo giocatore dell’Inter. L’inizio della stagione 2021-22 è particolarmente negativo: malgrado una sostanziale tenuta difensiva, i biancorossi conquistano appena due vittorie nell’intero girone di andata; Lauro viene quindi esonerato in favore di Giuseppe Galderisi, che riesce a risollevare la squadra, rinforzata anche nel mercato di gennaio dall’arrivo di Gaetano Monachello, il cui contributo (11 reti) si rivelerà fondamentale per il raggiungimento della salvezza.
L’impatto col calcio italiano è più che positivo: nella prima stagione laziale colleziona un totale di 35 presenze, fornendo un contributo determinante per il terzo posto in classifica e per il raggiungimento della finale di Coppa Italia da parte della squadra allora allenata da Stefano Pioli. Nella stagione 1995-1996 i biancorossi chiudono il proprio girone del C.N.D. Miano, Papais, Pradella, Manuel Gerolin furono buttati dentro all’esonero di Giagnoni; diretti proprio dal mister della formazione giovanile (che quell’anno divenne anche campione d’Italia, finale contro la Roma) riuscirono nell’impresa all’ultimissimo sospiro contro in Napoli secondo in rango. Diventa ben presto un pilastro difensivo dei biancorossi: complessivamente, in cinque stagioni, colleziona 154 presenze e 7 reti, facendo registrare il proprio esordio anche in Champions League ed Europa League. Complessivamente, l’esperienza in biancoceleste si conclude con un bottino di 118 presenze e 10 reti tra Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League ed Europa League.
L’esperienza italiana di De Vrij inizia nell’estate del 2014 grazie alla Lazio, che acquista il suo cartellino dagli olandesi: debutta in Coppa Italia, il 24 agosto, segnando una rete nel 7 a 0 con cui i biancocelesti sconfiggono il Virtus Bassano. Qui trova davanti a lui un mostro sacro del calcio argentino: Agustin Orion, appena prelevato dal Boca Juniors e vicecampione del mondo nel 2014. In questa sua prima stagione tra i “grandi”, riesce a strappargli solamente 4 presenze: 1 in Primera Division (il massimo campionato argentino), quando ha esordito in prima squadra nella vittoria interna (2-1) contro il San Lorenzo il 28 maggio 2017; 3 successive in Copa Sudamericana, dove la sua squadra è uscita ai quarti di finale contro i paraguaiani del Libertad. Il San Cassiano invece sarà ospite del Pro Sommariva Perno, squadra che finora ha un po’ deluso le aspettative del precampionato. Il 13 aprile segna il vantaggio 1-2 contro il Panthrakikos, sua ex squadra dove ha militato l’anno prima, con questa rete Dimitrios Papadopolos raggiunge i 14 goal stagionali e piazzandosi al terzo posto nella classifica dei capocannonieri del campionato greco.
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